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Durata di un’azione DI RECUPERO CREDITI

Quanto tempo è necessario per completare un’azione di recupero crediti? Questa è la domanda più comune che si pongono gli imprenditori con fatture insolute da mesi da recuperare.

Per rispondere a questo interrogativo bisogna in primo luogo distinguere tra recupero giudiziale e recupero stragiudiziale.

Il recupero STRAGIUDIZIALE

La procedura di recupero stragiudiziale è caratterizzata da una durata molto breve.

Tali tempistiche ridotte sono dovute alla circostanza che nel recupero stragiudiziale si procede a prendere contatto direttamente il debitore senza dover avviare lunghe procedure burocratiche.

La tempistica di lavorazione di una pratica di recupero stragiudiziale è di circa 40 giorni, trascorsi i quali il credito potrà essere messo a perdita oppure bisognerà tentare un recupero giudiziale.

Punto di maggior forza della procedura di recupero stragiudiziale sono i bassi costi. Tali costi ridotti sono dovuti alla circostanza che per portare avanti l’azione non è necessario pagare le tasse caratteristiche di un’azione giudiziale.

Il recupero GIUDIZIALE

Più complesso quantificare il tempo necessario a concludere un recupero giudiziale in quanto le tempistiche dell’azione dipendono da un numero maggiore di varianti.

Riassumendo all’estremo la questione le principali varianti sono tre: ufficio giudiziario edito, Giudice assegnatario del ricorso e infine comportamento del debitore.

Le prime due varianti possono essere trattate unitariamente.

Nel nostro paese la normativa non impone in maniera imperativa dei termini ai Giudici per emanare un decreto ingiuntivo o per ordinare l’apposizione della formula esecutiva.

Inoltre, tra i vari Tribunali vi sono rilevanti differenze in relazione al numero di magistrati e cancellieri assegnati.

In virtù di tali differenze le tempistiche di emanazione dei decreti ingiuntivi variano profondamente a seconda dell’ufficio giudiziario.

Tendenzialmente il tempo minimo necessario all’emissione di un decreto ingiuntivo si aggira tra le quarantotto ore, mentre il tempo massimo può essere superiore all’anno. Lascia pensare come nel medesimo sistema giudiziario la medesima pretesa giuridica possa trovare tempi di tutale tanto differenti. Tra questi due estremi è possibile indicare una tempistica di emissione media compresa tra i dieci e i venti giorni lavorativi.

Ulteriore variante è connessa alla condotta tenta dal debitore al momento della notifica del decreto.

Se il debitore deciderà di pagare immediatamente la procedura si concluderà in un lasso di tempo breve, quaranta-cinquanta giorni al massimo. Se dovesse risultare necessario intraprendere una procedura di pignoramento i tempi subirebbero un notevole allungamento quantificabile in cinque-sei mesi.

Nel caso in cui il debitore dovesse decidere di proporre opposizione la procedura di recupero crediti potrebbe durare anni.

Tempistiche molto più lunghe si riscontrano nel caso in cui il soggetto debitore sia una P.A.

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